“Nella giornata di ieri ho deciso di rassegnare le dimissioni come Direttore Sportivo della Nazionale Italiana Minifootball.

Una scelta presa in serenità, con la giusta tranquillità e comunicata al Presidente Gianluca Finazzi, che ringrazio davvero per avermi dato fiducia sin dal primo istante e per avermi coinvolto in una disciplina meravigliosa come il Minifootball.

È stato un lungo cammino. Partiti davvero da 0 e tra mille sacrifici abbiamo fatto innamorare tutta Italia di questa Nazionale, regalando emozioni e sfiorando un’impresa davvero storica. Sono sicuro che chi arriverà dopo di me con il supporto delle straordinarie persone che compongono lo staff attuale non potrà che far meglio. La via è tracciata. Sarà un futuro importante. Sono stati tanti, tantissimi gli elogi ricevuti per nostro lavoro, chiaramente anche qualche critica (ma ci sta e dobbiamo accettarlo.) e sono davvero soddisfatto del nostro percorso.

L’ unico rammarico resta il solito. Tutta l’Italia sportiva e non ha parlato di noi e ci ha seguito in diretta ad ogni partita, mentre nella mia regione, l’Abruzzo (tra l’altro ero l’unico esponente abruzzese della spedizione a Kiev) siamo stati praticamente ignorati. Non ho ricevuto nè una chiamata da organi di stampa nè da chi, all’interno della politica sportiva regionale è predisposto a seguire determinate situazioni. Ma sul rapporto tra la mia carriera e la mia regione potremmo stare a parlarne per ora. Resta il fatto che anche in Nazionale, anche a Kiev, ho mostrato con ORGOGLIO l’appartenenza all’Abruzzo. La mia terra. L’impegno come Ds con il Prato, in quello che sarà un campionato lungo e impegnativo, la nascita di un progetto imprenditoriale che vedrà luce nel 2019 e, soprattutto, l’idea mai nascosta di poter ambire ad una carica federale in un prossimo futuro mi hanno dato la spinta decisiva a lasciare in questo momento la Nazionale Italiana Minifootball.

È stata una grande avventura. Sarebbero tante le persone da ringraziare ma preferisco farlo personalmente. Ognuna di loro mi ha dato qualcosa di unico. Ci sono emozioni ed Emozioni nello sport. Poi un giorno ti trovi a cantare a squarciagola l’inno Italiano in un Campionato Europeo a 2500 chilometri da casa. Contro i padroni di casa. Contro uno stadio pieno che è tutto contro di te. Poi l’Italia Gioca. Poi l’Italia, vince.. Ecco quel momento lì, non lo dimenticherai mai più. È stato Incredibile.

Grazie a Tutti.

Andrea Candeloro